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Leggere la bolletta del gas: ecco come fare

I prezzi del gas sono in continuo aumento. I costi maggiori dipendono dal mercato del gas, ma non solo. Infatti, la bolletta è formata da molteplici voci che contribuiscono a determinare l’importo finale da corrispondere periodicamente. Ci sono, ad esempio, i consumi, che possono essere rilevati (tramite lettura del fornitore, telelettura o autolettura da parte del cliente) oppure stimati in base ai consumi precedenti, ma anche diverse voci relative alle imposte e alla gestione della fornitura. In ogni caso, è bene imparare a leggere la bolletta al fine di scegliere tra le diverse offerte gas per la casa quella più conveniente.

Leggere la bolletta del gas: ecco come fare

Spesa per la materia gas naturale

La principale voce nella bolletta, che costituisce almeno il 40% dell’importo totale è la spesa per la materia gas naturale, costituita a sua volta da tre quote: la materia prima gas, che prevede il costo derivante dall’acquisto del gas da parte del fornitore; gli oneri aggiuntivi, ovvero i costi di carattere generale (stoccaggio, rigassificazione, contenimento dei consumi, ecc.) e infine la commercializzazione al dettaglio, che dipende dalle attività di vendita e il servizio clienti. In genere, queste voci sono in “quota energia”, ovvero variabili in base ai consumi, e ogni fornitore del mercato libero può applicare il prezzo che preferisce. Invece, nel mercato di maggior tutela, la spesa per la materia gas naturale viene stabilita dall’Autorità mensilmente.

Spesa per la gestione e trasporto del contatore del gas

La spesa per la gestione e il trasporto del contatore del gas in precedenza veniva riportata sulla bolletta come “servizi di rete”. In ogni caso, indica le somme dovute per la gestione del contatore domestico e il trasporto della materia prima dal gasdotto alle case dei cittadini. Ogni anno, l’Autorità fissa tale somma (basandosi sull’inflazione, sugli investimenti e sugli obiettivi per il recupero dell’efficienza), pertanto è la stessa per ogni fornitore di energia, non varia.

Oneri di sistema

Il termine “oneri di sistema” fa riferimento ai costi relativi alla gestione del sistema del gas. Anche questo ammontare viene definito dall’Autorità, e quindi non varia. La voce è formata da altre tre voci: RE (costi relativi al risparmio energetico e lo sviluppo di energie rinnovabili); UG2 (per la commercializzazione del gas e la vendita al dettaglio); UG3 (per coprire gli oneri di ultima istanza, ovvero per portare il gas anche a coloro che restano senza fornitore per motivi che non dipendono dalla loro volontà).

Imposte

Le imposte sono stabilite dallo Stato. Nello specifico, si dividono in: imposte sul consumo (accise); addizionale regionale e Iva, cioè l’Imposta sul valore aggiunto. Le accise dipendono dalla quantità di gas consumato: più sono i metri cubi di gas utilizzati, maggiore è l’aliquota applicata. Non solo, però: dipendono anche dalla zona geografica (con differenze tra nord, sud e zone dove la rete di distribuzione non è ancora completata) e infine dall’utilizzo del gas. Se si tratta di una fornitura domestica, ad esempio, vengono applicate condizioni più favorevoli rispetto all’utilizzo del gas per le imprese. Le addizionali regionali sono imposte decise dalle regioni e variano in base al consumo. Alcune regioni, come quelle a statuto speciale, hanno eliminato tale voce dalla bolletta, ma la maggior parte di quelle a statuto ordinario, invece, le applicano ancora. Infine, c’è l’IVA, calcolata sul totale della bolletta: si applica l’aliquota al 10% se il consumo del gas è inferiore ai 480 metri cubi, ed il 22% per i consumi superiori ai 480 metri cubi e per utenze non di tipo domestico.

 

 

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