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Cantina Futurista a Treviso: dove la vendemmia va in scena anche dietro il vetro

Un calice in mano, qualcosa da mangiare sul tavolo e, appena oltre una grande vetrata, l’enologo che lavora sulle uve. A Treviso la vendemmia cambia prospettiva e arriva direttamente in sala, grazie a Cantina Futurista, il progetto dei fratelli Enrico e Alberto Fagotto che mette insieme vino, cucina e miscelazione sotto lo stesso tetto.

Il progetto entrerà nel vivo il 3 ottobre 2026, con una festa dedicata alla vendemmia, ma già durante settembre è possibile assistere da vicino alle lavorazioni mentre si fa aperitivo.

Una urban winery nel cuore di Treviso

L’idea di Cantina Futurista nasce in via Fonderia 41, a Treviso, all’interno di uno spazio di 750 metri quadrati progettato per ospitare non soltanto un ristorante e un cocktail bar, ma anche una vera produzione vinicola.

A occuparsi delle due anime del progetto sono i fratelli Fagotto: Enrico, enologo con esperienze professionali maturate in Italia e negli Stati Uniti, segue la vinificazione; Alberto, bartender con un passato tra locali italiani e londinesi, cura invece sala, cucina e cocktail bar. La particolarità, però, non sta soltanto nel fatto che vino e ristorazione convivano nello stesso indirizzo, qui la cantina è praticamente parte della sala: grandi superfici vetrate permettono agli ospiti di vedere cosa succede durante la lavorazione delle uve.

E in periodo di vendemmia lo spettacolo è decisamente più interessante del solito.

Quando l’enologo diventa parte della serata

Per tutto settembre, durante l’aperitivo, gli ospiti possono osservare direttamente alcune delle fasi della vinificazione.

Dietro il vetro si lavora su Incrocio Manzoni, Traminer, Malbech, Teroldego, Ciliegiolo e Vermentino, seguendo tecniche differenti: c’è l’Incrocio Manzoni macerato, il Traminer dalla macerazione più leggera, il Teroldego destinato all’invecchiamento e il Ciliegiolo lavorato in anfora, anche il Vermentino segue un percorso particolare, con una versione col fondo.

Non si tratta quindi della classica cantina da visitare a produzione conclusa: qui alcune lavorazioni diventano parte dell’esperienza stessa del locale. E c’è anche un piccolo dettaglio che rende il tutto ancora più curioso: i vini prodotti durante questa vendemmia non saranno immediatamente disponibili. Bisognerà aspettare l’affinamento, con le prime bottiglie destinate alla mescita a partire dall’anno prossimo.

Il 3 ottobre la festa della vendemmia

Il percorso iniziato a settembre arriverà al suo momento centrale sabato 3 ottobre, quando Cantina Futurista ospiterà una grande festa dedicata alla vendemmia.

La giornata sarà costruita tra degustazioni, approfondimenti e alta ristorazione, seguendo quella stessa idea che caratterizza il progetto: avvicinare il pubblico al vino non soltanto attraverso il bicchiere, ma anche attraverso ciò che accade prima. È una formula interessante soprattutto per chi ama conoscere la storia che c’è dietro una bottiglia, senza rinunciare alla parte più conviviale dell’esperienza.

Dai vini col fondo agli orange wine

Anche la carta dei vini segue una direzione piuttosto personale, accanto alle bollicine compaiono i vini col fondo, come Caneva da uve Glera e Duro da Durella, mentre tra i Metodo Classico trovano spazio etichette come il Riesling Italico “Hahahahah” e il Pinot Nero “Pino”, affinato 36 mesi.

La selezione prosegue con bianchi, orange wine e rossi, alternando vitigni e tecniche di vinificazione, tra le proposte più particolari ci sono il Sovinier Gris, lasciato a contatto con le bucce per 40 giorni, e il Famoso, macerato per 45 giorni e prodotto con lieviti indigeni. Per i rossi invece si passa invece da interpretazioni più fresche a vini strutturati e affinati in legno, fino al curioso “1/2 Pieno”, un Sangiovese passito realizzato con metodo solera.

E quando il vino lascia spazio alla miscelazione?

La parte beverage non finisce con la carta dei vini, Cantina Futurista ha sviluppato anche una linea di otto distillati prodotti in esclusiva, tra Gin, Bitter, Amaro, Vodka e Rum Blanca, affiancati da una selezione di whisky e rum premium.

A completare gli spazi ci sono uno shop interno, una stanza di stoccaggio a temperatura controllata e il plateatico affacciato sul canale della Piavesella. Il risultato è un luogo in cui la vendemmia non rimane confinata alla campagna e il vino non arriva soltanto alla fine del percorso. A Treviso, almeno per qualche settimana, si può semplicemente sedersi a tavola e guardare il vino mentre comincia a diventare vino.

 

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