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Autunno Pavese 2026, il gusto ha una storia: dalle memorie di Raspelli alle nuove voci della cucina

Dietro una manifestazione che da 72 anni porta in primo piano la provincia di Pavia non ci sono soltanto prodotti da assaggiare, ci sono persone, ricordi, professioni, imprese e un territorio che continua a cambiare. L’edizione 2026 di Autunno Pavese prova a raccontarlo mettendo insieme memoria e contemporaneità: dalle diverse strade attraverso cui oggi si racconta la cucina alla voce di Edoardo Raspelli, passando per il nuovo assetto camerale e per un tema come l’accessibilità.

Autunno Pavese 2026, quando il gusto diventa un viaggio attraverso Pavia e il suo territorio

Dal 2 al 5 ottobre il Palazzo Esposizioni di Pavia torna a riempirsi di profumi, assaggi, incontri e cucina. Ma l’edizione 2026 di Autunno Pavese non si ferma alla Fiera: fino all’11 ottobre il territorio entra nel racconto con cantine, aziende agricole, ristoranti e produttori. Un’edizione che prova a tenere insieme tradizione e nuovi linguaggi, con quattro cooking show, una sfida dedicata al risotto e persino una degustazione sul Ticino.

Cantina Futurista a Treviso: dove la vendemmia va in scena anche dietro il vetro

Un calice in mano, qualcosa da mangiare sul tavolo e, appena oltre una grande vetrata, l’enologo che lavora sulle uve. A Treviso la vendemmia cambia prospettiva e arriva direttamente in sala, grazie a Cantina Futurista, il progetto dei fratelli Enrico e Alberto Fagotto che mette insieme vino, cucina e miscelazione sotto lo stesso tetto.

Il progetto entrerà nel vivo il 3 ottobre 2026, con una festa dedicata alla vendemmia, ma già durante settembre è possibile assistere da vicino alle lavorazioni mentre si fa aperitivo.

Lingue di pizza al nero di seppia, funghi e spinaci: un’idea croccante per Halloween

Una volta erano quasi sempre rosse di pomodoro un po’ bruciacchiate ai bordi ma quanto ci piacevano? L’impasto tirato sottile fino quasi a perdere la pazienza e quei bordi che, in forno, diventavano più scuri del resto, le lingue di pizza erano così: semplici, croccanti, ed era proprio quello il bello.

Questa volta, però, il pomodoro lascia il posto al nero di seppia che colora l’impasto, i funghi portano sulla superficie le loro sfumature terrose e una morbida crema di spinaci accende tutto con un verde quasi irreale. Basta poco altro per trasformarle in qualcosa che sulla tavola di Halloween non passa certo inosservato, non servono fantasmi di mozzarella né ragni costruiti con le olive: questa volta è la pizza stessa a fare un piccolo incantesimo, così ho scelto di preparare le lingue di pizza al nero di seppia per Halloween.

Una piccola precisazione sulla foto: mi sono ispirata a un’immagine trovata sul web, perché mi aveva colpito l’idea della “pizza mostruosa” per Halloween, ma ho voluto andare un po’ oltre, trasformando quella suggestione in qualcosa di più vicino alle mie vecchie lingue di pizza. Ho quindi cambiato la forma,  la ricetta, il condimento e alcuni dettagli dell’ambientazione, mentre la fotografia è stata leggermente rielaborata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Riso della Lomellina: quando il biologico arriva nel piatto

Parlare di riso in Lomellina significa inevitabilmente parlare di una delle coltivazioni che più caratterizzano questo territorio, è una presenza talmente familiare che quasi rischiamo di non farci più caso. Eppure basta guardare il paesaggio della Lomellina per ricordarsi quanto sia importante per questo territorio: le risaie, l’acqua che le attraversa, i campi che cambiano aspetto con il susseguirsi delle stagioni.

Poi capita che, proprio mentre una notizia riporta l’attenzione sul riso biologico della Lomellina, venga naturale guardare un po’ più da vicino anche a chi, in questo territorio, il biologico lo coltiva davvero: non soltanto come ingrediente che arriva sulla nostra tavola. È un tema che in questi giorni è tornato all’attenzione proprio per una vicenda che ha coinvolto alcune aziende della Lomellina. Ma al di là della cronaca, questa attenzione può diventare anche l’occasione per conoscere quelle realtà agricole del territorio che hanno scelto la coltivazione biologica e che lavorano ogni giorno seguendo regole precise. Una di queste è DiCristiana, azienda agricola di Robbio, nel cuore della Lomellina.