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Bibimbap: il fascino colorato della cucina coreana in un’unica ciotola

Dopo aver messo alla prova il palato con la consistenza tenace dei Tteokbokki nel post precedente, ho pensato fosse il momento di alzare l’asticella. Cucinare coreano per me significa uscire dalla comfort zone e accettare che una ciotola di riso possa contenere un intero microcosmo di sapori, così ho deciso di proseguire questa esplorazione asiatica. Devo ammetterlo: mi è piaciuta l’idea di spingermi oltre la mia solita comfort zone food e testare piatti che, solo fino a poco tempo fa, mi sembravano lontanissimi dalle mie abitudini in cucina. Oggi tocca al bibimbap, una portata che è una vera opera d’arte edibile.

Cos’è il bibimbap e perché provarlo oggi

Il termine bibimbap deriva dall’unione di due parole: bibim (mescolare) e bap (riso). Si tratta di una generosa base di riso cotto al vapore sormontata da una sinfonia di verdure saltate, carne, un uovo e il tocco della salsa Gochujang. Non è solo un pasto completo, ma il simbolo dell’equilibrio. Ogni elemento viene preparato separatamente per preservarne il sapore originario, per poi incontrarsi nell’abbraccio finale del cucchiaio. In Corea, infatti, questo piatto si mangia rigorosamente con il cucchiaio, lasciando le bacchette per i contorni.

 

La tradizione coreana del piatto unico bilanciato

Questo piatto non è una moda passeggera dei social network, ma un pilastro della cultura coreana da secoli. Le sue origini raccontano di un’epoca in cui i cibi venivano uniti in una ciotola per non essere sprecati durante le celebrazioni, o del pasto pratico dei contadini durante il raccolto. Esiste persino una versione regale servita alla corte della dinastia Joseon come pranzo leggero per i sovrani. La cucina coreana segue la teoria dell’obangsaek, che associa cinque colori a cinque elementi e agli organi del corpo, garantendo un pasto che sia nutriente tanto per lo spirito quanto per l’organismo.

 

La simbologia dei cinque colori: l’equilibrio dell’Obangsaek

Secondo questa antica filosofia coreana, un piatto non è mai solo cibo, ma una mappa energetica. L’obangsaek prevede l’uso di cinque colori specifici che corrispondono ai cinque elementi naturali e ai principali organi del corpo, garantendo un equilibrio nutrizionale e spirituale perfetto in ogni ciotola.

Il bianco del riso rappresenta l’elemento metallo ed è associato ai polmoni; il nero dato dai funghi shiitake o dalle alghe, richiama l’acqua e protegge i reni, il verde intenso degli spinaci o delle zucchine simboleggia il legno e il fegato, mentre il rosso acceso del peperoncino e delle carote evoca l’elemento fuoco ed è connesso alla salute del cuore, infine, il giallo dorato dell’uovo rappresenta la terra e lo stomaco.

Mangiare un bibimbap, quindi, non è solo un piacere per il palato o per la vista, ma un vero e proprio rituale di benessere volto a rigenerare l’energia vitale di tutto l’organismo attraverso l’armonia cromatica degli ingredienti.

Bibimbap, la ricetta originale cucinata per voi

Per questa ricetta ho selezionato prodotti di qualità che garantiscono la riuscita del piatto, reperibili nei reparti etnici di Esselunga o Carrefour e su store online come Zen Pasta o Amazon. Di seguito trovate gli ingredienti per il bibimbap originale con le dosi per due persone:

  • 200 g di riso originario o riso per sushi Yume Nishiki
  • 2 cucchiai di salsa gochujang CJ Haechandle
  • 2 cucchiaini di olio di sesamo tostato Lee Kum Kee
  • 100 g di germogli di soia freschi
  • 2 carote medie e 1 zucchina grande
  • 100 g di spinaci novelli
  • 4 funghi shiitake secchi Asia Foods
  • 150 g di carne di manzo
  • 2 uova fresche di categoria A
  • 1 cucchiaio di semi di sesamo tostati Cannamela
  • 2 cucchiai di salsa di soia a ridotto contenuto di sale Kikkoman

 

Come preparare il bibimbap perfetto in pochi passaggi

La parola d’ordine è freschezza. Bisogna avere un pizzico di pazienza per tagliare le verdure a julienne, e saltarle velocemente in padella separatamente con un filo d’olio di sesamo Lee Kum Kee: questo metodo permette a ogni vegetale di mantenere il proprio colore vibrante e la propria identità. Per il riso Yume Nishiki, la tecnica dell’assorbimento è fondamentale: lavatelo sotto acqua corrente finché non diventa limpida, poi mettetelo in una pentola con una quantità d’acqua pari a una volta e mezza il volume del riso. Portate a bollore, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 10-12 minuti senza mai aprire, finché l’acqua non sarà del tutto sparita e i chicchi risulteranno lucidi e compatti.

 

Per la carne, tagliate lo scamone o il carpaccio a striscioline sottili, simili a piccoli fiammiferi, e scottatele a fiamma vivace per un paio di minuti con la salsa di soia Kikkoman: deve restare tenera per amalgamarsi bene al resto. Il cuore del piatto resta la salsa gochujang CJ Haechandle, da adagiare al centro sopra le verdure disposte a raggiera insieme all’uovo all’occhio di bue, lasciando il tuorlo rigorosamente cremoso.

Se volete una variante più intensa, potete utilizzare una ciotola di pietra calda spennellata di olio di sesamo: il calore creerà sul fondo del riso una crosticina dorata e saporitissima chiamata nurungji, che aggiunge una nota tostata e croccante incredibile al mix finale.

Dove comprare gli ingredienti per la cucina coreana

Se non avete un negozio di alimentari etnici sotto casa, non disperate. Catene come Esselunga  e Iper hanno ampliato moltissimo la sezione dedicata al “world food” dove si trovano facilmente l’olio di sesamo e il riso adatto. Per la salsa gochujang originale se avete difficoltà nel reperirla  scegliete gli store specializzati online per essere sicuri di acquistare il marchio CJ Haechandle, garanzia di autenticità. Questa pasta di peperoncino fermentato è l’anima del piatto: senza di lei, mancherebbe quel contrasto tra dolce, sapido e piccante che rende il bibimbap indimenticabile.

 

Cosa bere con il bibimbap: abbinamenti e beverage

Per accompagnare un piatto così complesso, dove il piccante della salsa e la grassezza del tuorlo d’uovo dominano, la scelta della bevanda è fondamentale. Tradizionalmente si punta sul Boricha, ovvero il tè d’orzo tostato coreano, servito sia caldo che freddo, che pulisce perfettamente il palato tra un boccone e l’altro. Se preferite una bevanda alcolica, la birra coreana Cass o Hite è leggera e rinfrescante, perfetta per bilanciare la sapidità della carne marinata. Per chi vuole restare in Italia, un calice di Gewürztraminer dell’Alto Adige, con le sue note aromatiche e la sua morbidezza, sposa divinamente le spezie della cucina asiatica, creando un ponte perfetto tra i nostri vigneti e le terre d’Oriente.

 

Curiosità: la città del bibimbap e l’evento dei record

Lo sapevate? In Corea esiste una competizione annuale nella città di Jeonju, considerata la capitale gastronomica del paese, dove viene preparato un bibimbap gigante capace di sfamare centinaia di persone contemporaneamente. Viene mescolato con enormi pale di legno da decine di cuochi all’unisono, trasformando la preparazione in un vero e proprio evento comunitario che celebra l’unione nazionale e la condivisione. È il momento in cui il cibo trascende la tavola e diventa un simbolo di fratellanza e orgoglio culturale che attira turisti da ogni parte del globo.

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