Chiusura Tuttofood 2026 a Milano Rho: bilancio finale e risultati dell’edizione record
Si sono spenti ieri i riflettori sull’edizione di Tuttofood 2026 e, mentre lasciavo i padiglioni di Rho Fiera, l’atmosfera che ho respirato era di quelle che lasciano il segno. Non è stata solo una fiera di settore, ma un vero e proprio termometro di quello che troveremo sulle nostre tavole nei prossimi mesi. Camminando tra gli stand nell’ultima giornata, ho percepito chiaramente che non stavo solo visitando un’esposizione, ma stavo toccando con mano la vitalità di un comparto che ha voglia di crescere e di raccontarsi con orgoglio.
Oltre 123 mila presenze a Tuttofood 2026: il bilancio finale del salone agroalimentare milanese
I dati di chiusura che circolano tra gli operatori descrivono un traguardo importante. Tuttofood ha superato le 123.000 presenze, un risultato che si traduce in 30% di contatti in più rispetto al passato. Ma al di là della folla, è stata la qualità dei quattromila buyer arrivati da ogni parte del mondo a fare la differenza. Ho visto padiglioni vibranti, dove quattromilacinquecento espositori hanno messo in mostra il meglio della produzione alimentare, confermando che Milano resta il punto d’incontro fondamentale per chi vuole fare business seriamente in questo mondo.
La scelta di posizionarsi negli anni pari si è rivelata vincente. Ha permesso di dare il giusto respiro alle aziende, che quest’anno hanno portato novità concrete e non solo restyling di facciata. I dieci padiglioni di spazio sono stati riempiti da un’offerta che spaziava dalle eccellenze regionali italiane alle proposte internazionali più curiose, dimostrando che il mercato è tutt’altro che fermo.
Sapori e innovazione: tendenze food e novità dal mercato
Tra i dodici padiglioni di esposizione, quello che mi ha colpito maggiormente è stata la capacità di innovare senza mai tradire le radici. Ho assaggiato prodotti che esaltano la materia prima nel modo più puro possibile, con un’attenzione quasi maniacale alla pulizia dei sapori. Non servono percentuali astruse o tecnicismi sulla chimica per capire che la direzione presa è quella del rispetto per la terra. Le aziende che si sono distinte nel Better Future Award 2026 hanno dimostrato proprio questo: si può essere moderni e tecnologici continuando a onorare il lavoro agricolo e la qualità del prodotto finale.
Ho apprezzato moltissimo l’evoluzione dei prodotti freschi pronti al consumo. Spesso si guardano con diffidenza, ma qui ho visto una cura nel preservare la freschezza e il gusto originale che mi ha fatto ricredere. È un settore che sta investendo tantissimo per offrire soluzioni pratiche senza scendere a compromessi con la qualità gastronomica. Anche sul fronte del confezionamento, ho visto passi avanti importanti verso soluzioni più amiche dell’ambiente, ma sempre con l’obiettivo primario di proteggere ciò che c’è dentro: il cibo.
Eccellenze in primo piano: i protagonisti del Better Future Award 2026
Un momento che ha dato sostanza a questa edizione è stata la consegna del Better Future Award 2026, un riconoscimento che ha acceso i riflettori su ben ventisette aziende capaci di distinguersi tra innovazione, etica e packaging.
Penso all’impegno etico di Caffè Borbone o all’ingegno di Agromonte nell’economia circolare, ma anche alla capacità di giganti come Barilla e Riso Gallo di rinnovarsi senza perdere identità. Dalla trasparenza di Pietro Coricelli alla creatività di D’Amico e Latteria Sociale di Chiuro, fino alle soluzioni per il benessere di Abs Food e Agrisicilia, questi sono solo alcuni nomi premiati che rappresentano il cuore pulsante di un’industria che non aspetta il cambiamento, ma sceglie di guidarlo. Vedere realtà così diverse unite sotto il segno della qualità è la conferma che la strada tracciata a Milano è quella giusta.
Il futuro del settore alimentare a Milano: le prospettive dopo Tuttofood 2026
Mentre i cancelli di Rho si chiudevano ieri pomeriggio, mi sono resa conto che Tuttofood 2026 ci lascia un’eredità fatta di fiducia. Non abbiamo bisogno di inventare modelli di vita astratti o di rinnegare la nostra tradizione alimentare per essere competitivi. Al contrario, la nostra forza è proprio in quell’equilibrio tra quello che siamo sempre stati e la capacità di adattarci a un mondo che cambia.
Il testimone ora passa idealmente a Parma per Cibus 2027, ma l’onda lunga di quello che ho visto a Milano in questi quattro giorni ci accompagnerà per un bel pezzo. Torno con la borsa piena di appunti e la voglia di raccontarvi in modo particolare alcune delle eccellenze che ho scovato tra i padiglioni, oltre che preparare alcune ricette davvero sfiziose. Del resto, non sono l’unica ad aver setacciato gli stand in cerca di novità: anche su goditilavita potrete trovare prossimamente molti altri spunti interessanti su quanto visto a Tuttofood. Perché, alla fine, il cibo resta il linguaggio più bello che abbiamo per raccontare chi siamo.









