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Sformatino di risotto alla rosa rugosa con cuore filante per due persone

Ci sono piatti che nascono per stupire fin dal primo sguardo e ricette capaci di trasformare un’idea semplice in un piccolo capolavoro di eleganza. Quando ho pensato a come valorizzare il risotto alla rosa rugosa biologico della selezione che DiCristiana mi ha gentilmente omaggiato, ho capito subito che non volevo limitarmi alla solita presentazione all’onda. Dopo la prima ricetta dei mini burger di miglio con patate e carote, volevo alzare l’asticella con una proposta raffinata e dall’effetto “wow”. Sono nati così questi tortini di risotto alla rosa rugosa monoporzione dal cuore caldo e filante: un contrasto perfetto tra la delicatezza floreale del riso e la golosità del formaggio fuso, ideale per una cena che regala un tocco speciale alla tavola delle feste.

Preparazione del tortino di risotto alla rosa rugosa

Per questa ricetta ho utilizzato l’intera confezione da 215 grammi del risotto alla rosa rugosa DiCristiana: una dose perfetta per ottenere due sformatini generosi senza rischiare avanzi. Se vi incuriosisce questa specialità e volete scoprire altri prodotti da utilizzare nelle vostre ricette, vi consiglio di visitare il sito di DiCristiana, dove potrete conoscere meglio la selezione e trovare nuovi spunti per sperimentare in cucina.

  • 1 confezione di risotto alla rosa rugosa biologico DiCristiana
  • 500 ml di brodo vegetale
  • 1 giro di olio evo per la tostatura del risotto
  • 20 g di burro di malga per imburrare i flan
  • 30 g di Parmigiano Reggiano DOP grattugiato
  • 80 g di formaggio a pasta filante (fontina o taleggio)
  • 1 pizzico di colorante alimentare rosa o rosso (in polvere o in gel) per dare una delicata nuance rosata al piatto
  • Sale e pepe nero q.b.
  • Burro q.b. per gli stampini
  • Granella di pistacchio e petali essiccati per guarnire

 

Inizio preparando il brodo vegetale ben saporito, scaldo in una casseruola un filo di olio evo e aggiungo il risotto alla rosa, lascio tostare per un paio di minuti sfumando poi man mano con il brodo vegetale bollente aggiunto un mestolo alla volta. Dato che i petali in cottura sprigionano profumo ma non rilasciano abbastanza colore, aggiungo un piccolissimo pizzico di colorante alimentare rosa (o una punta minima di rosso) stemperato nel brodo: in questo modo il riso prende quella sfumatura delicata che lo rende bellissimo anche alla vista; ho scelto di mantenere i chicchi ben al dente e, a fuoco spento, manteco con il Parmigiano Reggiano e il resto del burro.

Come comporre il tortino di risotto e cuocerlo al forno

Questi passaggi richiedono un minimo di attenzione e un pizzico di pazienza in più ma il risultato soddisferà occhi e palato promesso; quindi lascio intiepidire il risotto alla rosa rugosa per qualche minuto, giusto il tempo di renderlo lavorabile. Imburro due stampini lisci (mi raccomando che siano lisci) monoporzione e poi distribuisco il riso sul fondo e lungo le pareti creando una conca al centro, dove inserisco un bel cubetto di formaggio filante, ricopro con il restante risotto, livellando bene la superficie.

 

Inforno a 180 gradi per circa dieci minuti: il tempo ideale per far sciogliere il cuore di formaggio e rendere il flan compatto, una volta sfornati, li lascio riposare per bene prima di capovolgerli delicatamente sui piatti.

Come portare in tavola lo sformatino e il vino giusto da abbinare

Portare in tavola questi sformatini di riso alla rosa rugosa fa subito un effetto pazzesco, ho cercato una presentazione semplice ma anche un pochino elegante, e per fortuna la mia vicina aveva un cespuglio di rose ancora in fiore, me ne sono fatta regalare una (a fronte di un tortino in omaggio ), e l’effetto finale è ben presente nella foto, per completare il piatto ho aggiunto in superficie una spolverata di granella di pistacchio e pangrattato tostati passando al lato grill del forno per qualche secondo prima di servirli, che regala una nota croccante fantastica, e qualche petalo essiccato tenuto da parte che richiama l’ingrediente protagonista.

Calici dell’Oltrepò Pavese per esaltare la ricetta dello sformatino di risotto alla rosa rugosa

Per valorizzare al massimo questa preparazione, la scelta del vino è fondamentale e ho trovato il suo abbinamento ideale nelle eccellenze vitivinicole dell’Oltrepò Pavese. La prima opzione perfetta che avevo in casa, è un Riesling dell’Oltrepò Pavese DOC: la sua spiccata freschezza, unita a delicate note fruttate e minerali, contrastano la ricchezza del formaggio fuso senza andare a coprire la delicatezza aromatica della rosa rugosa. In alternativa, per chi ama le bollicine, un Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG a base di Pinot Nero è la scelta d’elezione: il perlage fine e la naturale acidità puliscono istantaneamente il palato dalla cremosità del cuore filante, esaltando in chiusura la persistenza floreale del piatto.

La fotografia è stata realizzata da me e ritrae il piatto che ho preparato, con qualche ritocco successivo per valorizzare la luce, i colori e la resa visiva dell’immagine.

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