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Casinò e moda: il dress code giusto per le sale da gioco

Il mondo dei casinò ha da sempre legato la sua storia a quello della moda. Fin dal momento in cui i primi giochi arrivarono nei bar e nei locali più raffinati iniziò a definirsi uno stile particolare ed elegante che è rimasto immutato, se non per qualche eccezione, fino a oggi. Come vestirsi quindi quando entriamo in una sala da gioco? E che differenze ci sono tra un casinò e l’altro? Andiamo a scoprirlo.

Partiamo con una premessa. Non è solo il fashion a definire l’immaginario dei casinò. Si tratta di un rapporto biunivoco. Non mancano infatti esempi di stilisti e marchi famosi che hanno scelto le sale da gioco per presentare le proprie collezioni. O altre grandi firme che hanno arricchito le proprie creazioni con dadi, carte o fiches, oppure oggetti come orologi, spille e gemelli che richiamano i giochi più famosi.

E a contribuire a questo rapporto ci hanno pensato anche il cinema e la televisione. Anche se oggi la roulette è sbarcata online, nel passato davanti alla “regina dei casinò” si sono visti abiti da mille e una notte. Basti pensare, solo per citare una delle immagini più famose, all’elegantissimo abito sfoggiato da Sharon Stone nel film “Casinò” di Martin Scorsese.

Ma andiamo a scoprire il dress code attuale delle varie sale da gioco. A cominciare da quelle italiane. A Sanremo non ci sono imposizioni categoriche ma è fortemente consigliato uno stile corretto e informale, abbinato a una certa sobrietà. Assolutamente vietati, invece, bermuda, canottiere e ciabate sportive.

Regolamento molto simile anche a Campione d’Italia dove l’unica eccezione riguarda il terzo piano, quello dei tavoli francesi e statunitensi. Qui e nell’area vip sono banditi i vestiti da spiaggia e lo staff consiglia abiti lunghi per le donne e giacca per gli uomini.

Più rigide le regole del terzo casinò italiano, quello di Saint Vincent. Qui sono vietate nelle sale slot e in quelle da poker i pantaloni corti, le maglie smanicate, le infradito e le tute. Nelle varie salette private si chiede agli uomini una maggiore eleganza mentre le donne possono optare per un vestito lungo o per un tailleur accompagnato da un tacco.

Venezia, infine, ha esplicitato le regole di comportamento direttamente sulla homepage del proprio sito web. Per gli uomini divieto assoluto di indossare abbigliamento da spiaggia in tutte le sale e giacca consigliata dopo le 20.30 nel privé. Per le donne è consentito anche uno stile più informale, seppur improntato all’eleganza.

Anche le sale da gioco più vicine alle nostre hanno i propri codici di comportamento. A Lugano le maglie del dress code sono piuttosto larghe e vengono permessi anche ciabatte e pantaloni corti, seppur con un certo livello di eleganza. Il casinò di Montecarlo, forse il più famoso e frequentato al mondo, non impone nessun obbligo scritto ma il lusso che si respira a ogni angolo impone una particolare attenzione nello scegliere i vestiti adatti per non sfigurare.

Discorso a parte merita Las Vegas. I film di Hollywood ci hanno mostrato i vestiti più strani e sgargianti ma anche nella Sin City l’eleganza è molto apprezzata. In particolare modo nelle sale vip e nei privé, dove è quasi impossibile imbattersi in giocatori senza giacca e cravatta, camicia o papillon.

In linea di massima, in qualunque Paese ci troviamo e qualsiasi struttura scegliamo di visitare, vanno sempre privilegiati stile e raffinatezza. Lasciamo in valigia pantaloni corti e minigonne, camicette e t-shirt dalle fantasie floreali. Stesso discorso per le scarpe da ginnastica e per i sandali. Ci faranno fare una pessima figura. Se non ci sentiamo a nostro agio con giacche e abiti “impegnativi”, possiamo sempre optare per un jeans e delle scarpe eleganti. Magari accompagnati da una bella polo (per gli uomini) che non passa mai di moda. Discorso molto simile per le donne che possono sostituire l’abito lungo con una gonna e una camicetta mono colore. Magari accompagnata dalla giusta quantità di gioielli.

 

 

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