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Diabete: i sintomi che devono mettere in allarme

Il diabete mellito è una malattia metabolica molto diffusa. Con 3,5 milioni di diagnosi confermate in Italia – e circa un milione di soggetti facenti parte del mondo delle cosiddette diagnosi sommerse – è un problema che deve essere intercettato il prima possibile, perché può causare diverse problematiche a carico del cuore, ma anche di altre parti del corpo, come – per esempio – gli occhi.

 

Oltre a cercare di lavorare sulla prevenzione, con una dieta sana e un’adeguata attenzione all’esercizio fisico, esistono degli accorgimenti che si possono mettere in atto soprattutto quando si parla di diabete di tipo 2, ossia quello che insorge in soggetti 30 – 40enni a seguito dell’instaurarsi di un quadro di insulino-resistenza.  A tal proposito è bene informarsi anche sui sintomi.

 

I valori della glicemia e dell’emoglobina glicata alterati sono indubbiamente un segnale importante ma, prima di arrivare a questi esami, abbiamo di fronte altri segnali che è bene non trascurare.

 

Scopriamoli assieme nelle prossime righe!

Sintomi del diabete tipo 1

Partiamo focalizzandoci sui sintomi del diabete di tipo 1. Malattia che insorge durante l’infanzia o nel corso degli anni dell’adolescenza a causa della presenza di autoanticorpi che provocano l’eliminazione totale dell’insulina, può fare la sua comparsa, seppur raramente, anche in pazienti in età adulta.

 

Tra i sintomi da non trascurare è possibile citare l’aumento forte della sete e la sensazione di bocca asciutta, il bisogno di urinare spesso e gli episodi di enuresi notturna.

 

Un doveroso cenno va dedicato all’alto livello di stanchezza che, come evidenziato anche in un articolo di approfondimento sul tema del portale https://www.vediamocichiara.it/   – uno dei magazine più apprezzati online per quanto riguarda la tematica del benessere – è un sintomo che può essere spia di diverse condizioni patologiche e che non va mai trascurato.

 

Essenziale è fare attenzione anche in caso di fame costante e importante perdita di peso, soprattutto se insorta improvvisamente. Essenziale, inoltre, è rammentare il ruolo della vista offuscata.

 

I sintomi del diabete di tipo 2

Quali sono, oltre ai valori glicemici, i sintomi del diabete di tipo 2 che devono mettere in allarme? Anche in questo caso, bisogna prendere in considerazione la vista offuscata. Fra gli altri segnali troviamo il bisogno di urinare spesso, la sete e la fame eccessive e continue, la già citata stanchezza e la sensazione frequente di formicolio a carico di mani e piedi.

 

Essenziale è osservare il decorso nei casi in cui si contraggono infezioni o si ha a che fare con delle ferite. La guarigione lenta è un sintomo da non trascurare, che può rappresentare un segnale di diabete di tipo 2.

 

Possibili complicanze del diabete

Il diabete, che può essere diagnosticato anche attraverso il test orale di intolleranza al glucosio e il test casuale della glicemia plasmatica, come già detto può comportare l’insorgenza di forti complicanze.

 

A lungo termine, i valori della glicemia alterati possono comportare l’innescarsi di quadri di retinopatia e nefropatia. Alto è il rischio di neuropatie e di malattie cardiovascolari, in particolare di problemi a carico delle coronarie.

I soggetti diabetici hanno maggiori probabilità di andare incontro a ictus e ad arteriopatie a carico degli arti inferiori.

 

Come si previene il diabete?

Il mix tra dieta sana ed esercizio fisico è portentoso quando si tratta di prevenire il diabete. Numeri alla mano, può rivelarsi più efficace di diversi farmaci.

 

Alcuni studi scientifici autorevoli, tra cui il Finnish Diabetes Prevention Study, hanno portato alla luce il fatto che, a fronte di una restrizione calorica modesta e di un aumento dell’attività fisica, è possibile ridurre anche del 60% in soggetti predisposti, tra cui persone con parenti che soffrono di diabete, il rischio di avere a che fare con la malattia.

 

Per quanto riguarda l’esercizio fisico, ricordiamo che, oltre ai benefici sulla glicemia, è possibile menzionare l’ottimizzazione dei valori pressori e l’aumento del colesterolo HDL.

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