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Autunno Pavese 2026, il gusto ha una storia: dalle memorie di Raspelli alle nuove voci della cucina

Dietro una manifestazione che da 72 anni porta in primo piano la provincia di Pavia non ci sono soltanto prodotti da assaggiare, ci sono persone, ricordi, professioni, imprese e un territorio che continua a cambiare. L’edizione 2026 di Autunno Pavese prova a raccontarlo mettendo insieme memoria e contemporaneità: dalle diverse strade attraverso cui oggi si racconta la cucina alla voce di Edoardo Raspelli, passando per il nuovo assetto camerale e per un tema come l’accessibilità.

Quattro chef, quattro storie arrivate da strade diverse

I quattro protagonisti della cucina scelti per l’edizione 2026 hanno percorsi molto diversi e proprio per questo raccontano modi differenti di arrivare al pubblico.

Andrea Mainardi, chef, ristoratore e volto televisivo, ha costruito parte del proprio percorso professionale anche attraverso l’esperienza all’Albereta di Gualtiero Marchesi, sotto la guida di Andrea Berton. Luca Pappagallo il nostro amatissimo ‘’cuciniere curioso’’ ha seguito invece una strada legata al web: pioniere della cucina online, è il fondatore di Cookaround e Casa Pappagallo e oggi può contare su una community di circa quattro milioni di follower. Federico Fusca unisce la professione di chef a quella di food creator e alla presenza televisiva, mentre Ernst Knam, maestro della pasticceria e volto televisivo, porta con sé anche l’esperienza come capo pasticcere nel ristorante di Gualtiero Marchesi.

Quattro percorsi diversi, dunque, che mostrano anche quanto sia cambiato il modo di raccontare la cucina: dalla formazione nelle grandi cucine alla televisione, fino al web e ai social.

Edoardo Raspelli e una provincia raccontata attraverso la memoria

Tra le presenze dell’edizione 2026 ce n’è una che introduce una prospettiva completamente diversa.

Edoardo Raspelli, giornalista e critico gastronomico, sarà media partner di Autunno Pavese. Ma nel suo racconto la provincia di Pavia non appare soltanto come il territorio di una manifestazione gastronomica: diventa soprattutto un luogo della memoria personale.

Nel suo intervento compaiono il nonno, tenente dei Carabinieri Reali a Stradella, le gite dell’infanzia, i marubei, le offelle di Parona, i piatti del Gallo di Stradella e alcuni dei prodotti che hanno accompagnato la sua storia professionale: dal salame di Varzi all’oca di Mortara, fino allo storione e al caviale di Cassolnovo.

Poi ci sono i luoghi della ristorazione e del vino: la torta Paradiso della pasticceria Vigoni, la Certosa di Pavia, l’Enoteca Regionale della Lombardia, Fortunago, Voghera, Gropello Cairoli, Brallo di Pregola, Garlasco e molti altri luoghi e ristoranti ricordati nella sua testimonianza. Ne esce una sorta di mappa gastronomica sentimentale, dove prodotti, ristoranti, persone e luoghi finiscono per raccontare una provincia molto più ampia di un semplice elenco di specialità. La tradizione gastronomica, in questo senso, diventa anche memoria di chi l’ha vissuta e raccontata.

Un nuovo assetto per Autunno Pavese

L’edizione 2026 arriva inoltre in un momento particolare per il sistema camerale; dopo l’accorpamento delle Camere di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, anche le Aziende Speciali sono confluite in CMP SviluppoImpresa.

Il nuovo assetto rafforza le occasioni di relazione tra imprese, produzioni ed eccellenze dei tre territori e rappresenta quindi una delle novità del contesto nel quale si inserisce questa edizione di Autunno Pavese. L’identità della manifestazione resta però legata alla provincia di Pavia, mentre il nuovo sistema camerale apre possibilità di dialogo più ampie con territori che oggi fanno parte della stessa realtà.

STAI2 porta in Fiera il tema dell’accessibilità

Tra gli elementi che ampliano il racconto di questa edizione c’è anche STAI2, con l’Area Impronta STAI – Un Turismo Accessibile e Inclusivo, dedicata al turismo accessibile e all’inclusione nelle province di Pavia e Sondrio.

Durante la Fiera saranno presentati esempi concreti, tecnologie e progetti legati all’accessibilità nel turismo, nello sport e nel tempo libero. Tra gli interventi previsti ci sono quelli dell’Università di Pavia sulla fruibilità degli edifici del centro storico e della Greenway. Il progetto comprende inoltre momenti dedicati alla comunicazione accessibile e agli strumenti utili alle persone sorde, con il coinvolgimento di Fondazione Triulza ETS, ANFFAS Lombardia, Università di Pavia, ENS Lombardia e Provincia di Pavia.

È un tema che porta dentro una manifestazione gastronomica una domanda diversa: non soltanto cosa viene proposto al pubblico, ma anche come rendere luoghi, servizi ed esperienze più facilmente fruibili da tutti.

L’Impronta del Gusto tra memoria e nuove voci

Sono proprio questi elementi a dare una lettura diversa della 72ª edizione di Autunno Pavese.

Ci sono le storie professionali di quattro protagonisti arrivati alla cucina attraverso strade differenti, c’è la memoria di Raspelli, che restituisce alla provincia sapori, ristoranti, luoghi e persone incontrati nel corso della sua vita, c’è un nuovo assetto camerale che mette in relazione Pavia con Cremona e Mantova e c’è STAI2, che porta nell’evento il tema dell’accessibilità.

L’Impronta del Gusto diventa così anche un modo per parlare di ciò che resta nel tempo: non soltanto il sapore di un prodotto, ma le persone che lo hanno raccontato, i luoghi che lo hanno custodito e le nuove esperienze attraverso cui un territorio continua a farsi conoscere.

Dopo 72 edizioni, Autunno Pavese non racconta quindi soltanto ciò che arriva sulla tavola. Racconta anche le storie che stanno intorno a quella tavola e il modo in cui una provincia continua a costruire la propria identità gastronomica.

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