Castellino a TuttoFood: quando un assaggio racconta una storia lunga più di sessant’anni
Ci sono incontri che nascono quasi per caso e poi restano impressi molto più di quanto immaginassi, a me è successo durante TuttoFood, tra corridoi pieni di profumi, mani che si stringono, assaggi veloci e storie raccontate con gli occhi prima ancora che con le parole. È lì che ho conosciuto Castellino, azienda marchigiana specializzata in sott’oli e specialità gastronomiche mediterranee che, assaggio dopo assaggio, mi ha lasciato la sensazione rara di trovarmi davanti a qualcosa di autentico.
In manifestazioni come TuttoFood si incontrano tantissimi brand. Alcuni puntano sull’impatto, altri sulla tecnica, altri ancora sulla comunicazione perfetta. Castellino, invece, mi ha colpita per un dettaglio molto più difficile da costruire: il senso di continuità. Quella sensazione di essere davanti a un’azienda che conosce davvero il valore del tempo, delle materie prime e delle persone. E forse non è un caso.
La storia di Castellino nasce nelle Marche e profuma di tradizione mediterranea
Dietro Castellino c’è una storia familiare che parte da lontano, precisamente dal 1963, quando Vincenzo Lombardo fonda a Roma il liquorificio Ralò. Negli anni successivi la famiglia si trasferisce a San Severino Marche, nel cuore delle Marche, territorio che ancora oggi rappresenta l’anima produttiva dell’azienda.
La vera svolta arriva negli anni Ottanta, quando alla produzione originaria vengono affiancate le olive. È da quel momento che il marchio Castellino inizia a prendere forma e a costruire la propria identità nel mondo delle specialità gastronomiche italiane. Il mercato risponde subito con entusiasmo e l’azienda cresce rapidamente, espandendosi prima in Italia e poi all’estero, fino a raggiungere Europa, Stati Uniti e Canada.
Mentre scoprivo questa storia durante TuttoFood, continuavo a pensare a quanto oggi sia raro incontrare aziende capaci di innovare senza perdere il legame con le proprie radici. Castellino sembra muoversi proprio in questo equilibrio: da una parte la memoria, dall’altra la visione.
I sott’oli Castellino raccontano un’idea precisa di gusto
Quando si parla di sott’oli spesso si pensa a qualcosa di semplice, quasi quotidiano. Eppure, dopo aver scoperto i prodotti Castellino, ho capito quanto possa esserci dietro un mondo fatto di ricerca, consistenze, equilibrio e qualità delle materie prime. Olive semplici e ripiene, verdure grigliate, creme per bruschette: ogni proposta sembra costruita per mantenere intatto il carattere mediterraneo degli ingredienti. Nulla appare eccessivo, nulla cerca di stupire forzatamente. Ed è forse proprio questo il punto di forza.
Ho trovato una cura molto precisa nel preservare il gusto autentico delle verdure sott’olio. Un approccio che oggi fa davvero la differenza, soprattutto in un settore in cui spesso la standardizzazione rischia di appiattire tutto.
A TuttoFood ho percepito il valore umano dietro l’azienda
La cosa che più mi resta di Castellino, però, non è soltanto il prodotto. È il modo in cui l’azienda racconta sé stessa. C’è una parte che mi è rimasta particolarmente impressa: quella dell’ulivo che cresce lentamente fino a diventare abbastanza grande da accogliere i sogni di molte persone. Una metafora costruita attorno alla figura di Vincenzo Lombardo, fondatore dell’azienda e presenza ancora centrale nell’identità del brand.
Ed è impossibile non percepire quanto questa eredità sia ancora viva oggi attraverso Francesco Lombardo, amministratore unico dell’azienda, che ha guidato Castellino verso una crescita internazionale senza perdere il legame con la propria storia. In un evento enorme come TuttoFood, dove tutto corre velocemente, incontrare un’azienda che parla ancora di persone, famiglia e visione a lungo termine ha avuto un sapore diverso.
Innovazione e qualità: come Castellino è diventata un punto di riferimento nel settore dei sott’oli
Uno degli aspetti più interessanti della crescita di Castellino riguarda la capacità di innovare concretamente il settore. Negli anni Novanta, infatti, nasce un’intuizione destinata a cambiare il mercato: le olive in vaschetta pastorizzate, con dodici mesi di shelf-life e conservazione a temperatura ambiente.
Una vera rivoluzione che permette all’azienda di consolidare ulteriormente la propria presenza nel comparto food. Negli anni successivi Castellino continua a investire in tecnologia, ampliando gli stabilimenti produttivi fino ad arrivare all’attuale sede di Matelica, uno spazio moderno di novemila metri quadrati dove tutte le fasi produttive vengono monitorate attraverso sistemi avanzati ispirati ai principi dell’industria 4.0.
Ma ciò che trovo interessante è che tutta questa evoluzione tecnologica non venga mai raccontata in modo freddo o distante. Al contrario, sembra sempre finalizzata a un unico obiettivo: valorizzare prodotti buoni e genuini.
Le certificazioni Castellino confermano un percorso costruito sulla qualità
Oggi parlare di qualità nel settore alimentare significa anche parlare di controlli, sicurezza e trasparenza. Castellino, da questo punto di vista, porta avanti da anni un percorso molto strutturato. Dal 2005 l’azienda ha certificato il proprio sistema interno di gestione della qualità secondo gli standard internazionali BRC e IFS, riconosciuti nel mondo della grande distribuzione organizzata.
Dietro sigle che a volte possono sembrare tecniche, in realtà c’è qualcosa di molto concreto: il controllo costante delle lavorazioni, la sicurezza alimentare e il monitoraggio dei processi per garantire standard elevati. Dal 2019, inoltre, Castellino ha introdotto anche produzioni biologiche con materie prime certificate e lavorazioni separate dedicate.
Castellino dimostra che dietro un prodotto ci deve sempre essere una visione
Tornando a casa dopo TuttoFood, ripensavo proprio a questo. Oggi siamo abituati a consumare velocemente qualsiasi cosa, anche il cibo. Eppure esistono ancora aziende che scelgono di costruire un’identità forte attraverso il tempo, la coerenza e la qualità. Castellino mi ha lasciato esattamente questa impressione: quella di un’azienda che non rincorre semplicemente il mercato, ma che continua a coltivare un’idea precisa di gusto mediterraneo, tradizione e innovazione. E forse è proprio questo il motivo per cui, tra centinaia di stand e migliaia di prodotti scoperti durante TuttoFood, alcuni sapori riescono davvero a restare impressi.
Dalla fiera alla tavola: le mie ricette con Castellino
Per me questa esperienza non si chiude qui. Castellino è uno di quei nomi che restano addosso perché raccontano il senso più autentico del made in Italy gastronomico e dei sott’oli delle Marche, tra tradizione, innovazione e gusto mediterraneo.
Da qui nasce il passo successivo: proporre alcune ricette con i prodotti Castellino. Pensate per portare in cucina la stessa semplicità e intensità incontrate a TuttoFood, si trasformeranno in ingredienti per piatti facili, veloci e quotidiani ma curati, dove il gusto resta protagonista senza bisogno di forzature.
Ricette immediate, mediterranee, con quel tocco di bontà che parte dalla materia prima e arriva direttamente in tavola.









