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Crumble di bresaola su uovo in camicia e crema di patate al timo

A volte la cucina non ha bisogno di artifici scenografici, ma di quella rara capacità di sussurrare storie di equilibri perfetti, dove ogni boccone diventa un ponte tra la terra e l’emozione. Quando apro il frigorifero e trovo la bresaola Bordoni a julienne, non vedo semplicemente un salume da consumare in fretta, ma una tela bianca pronta per essere trasformata.

Immagino subito il contrasto netto, quasi drammatico, tra la morbidezza rassicurante e vellutata di una crema di patate e la croccantezza sapida di un salume che, baciato dal calore del forno, cambia completamente la sua anima. Questa ricetta è il mio modo di tradurre la quotidianità in una piccola poesia gastronomica, un gioco di consistenze dove il calore aromatico del timo accarezza il palato, il tuorlo dell’uovo lega ogni elemento in un abbraccio setoso e il crumble regala quel guizzo necessario a risvegliare i sensi.

La bresaola Bordoni che ho utilizzato per questa creazione mi è stata omaggiata direttamente allo stand durante l’ultima edizione di Tuttofood, un incontro che mi ha ispirato profondamente. Sono particolarmente felice di presentarvi questo piatto, che rappresenta una delle due ricette facili e golose che ho deciso di dedicare a questa eccellenza.

L’eccellenza degli ingredienti  del crumble di bresaola su uovo in camicia e crema di patate al timo

Per dare vita a questo equilibrio di sapori, ho selezionato con cura ogni singolo elemento, cercando prodotti che potessero dialogare tra loro con eleganza e autenticità. Le dosi indicate sono studiate per due persone.

  • 100 grammi di bresaola Bordoni a julienne
  • 400 grammi di patate a pasta gialla
  • 200 millilitri di brodo vegetale
  • Un filo generoso di olio extravergine di oliva
  • Alcuni rametti di timo fresco
  • 2 uova fresche

La preparazione del crumble di bresaola su uovo in camicia e crema di patate al timo

La preparazione di questo piatto richiede pazienza per essere compiuto nel modo giusto. Inizio dedicandomi alla crema di patate: le pelo, le taglio in cubetti piccoli e uniformi e le lascio stufare lentamente nel brodo vegetale, arricchendo il liquido con i rametti di timo. Una volta che la polpa delle patate è diventata tenera, elimino le erbe e frullo tutto con estrema cura, versando l’olio extravergine di oliva a filo fino a ottenere una crema liscia, vellutata e priva di grumi, che mantengo al caldo per non disperdere la sua essenza.

Mentre il forno ventilato raggiunge i 180 gradi, stendo la bresaola Bordoni a julienne su una teglia coperta da carta forno; le lascio tostare finché non si trasformano in un crumble scuro, fragile e intensamente sapido. È questo il momento in cui la bresaola cambia consistenza, diventando l’elemento sorpresa. Infine, il passaggio più delicato: l’uovo in camicia. Porto l’acqua a un leggero bollore con un goccio di aceto di vino bianco, creo un vortice gentile e lascio cadere l’uovo nel centro, lasciandolo cuocere per tre minuti esatti. L’albume deve essere fermo, ma il cuore deve restare una promessa fluida. Impiatto versando un mestolo generoso di crema di patate calda al centro, adagio delicatamente l’uovo sulla base vellutata e lo corono con una pioggia croccante del mio crumble di bresaola Bordoni a julienne.

L’anima dell’Oltrepò Pavese nel calice

Per un piatto così raffinato e stratificato, il territorio dell’Oltrepò Pavese è il miglior compagno di viaggio che si possa desiderare. Suggerisco di stappare un Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Docg firmato Conte Vistarino. La bollicina fine di questo Metodo Classico danza con la sapidità decisa della bresaola e pulisce il palato dalla ricchezza avvolgente del tuorlo, creando un’armonia perfetta.

Se invece preferisci la birra, ti invito a scoprire la Castana del Birrificio Oltrepò. Questa birra artigianale, con il suo carattere unico dato dalle castagne, è la scelta ideale per esaltare la dolcezza terrosa della crema di patate e contrastare la nota salata del salume, portando nel tuo calice tutta l’autentica personalità di queste colline che si elevano a sud di Pavia. Servire le proposte alla giusta temperatura significa rispettare il lavoro di chi ha prodotto queste eccellenze, lasciando che il territorio si esprima con la sua voce più autentica.

 

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