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Busseto e dintorni in un weekend, cosa vedere dove mangiare, dove dormire

Terra delle mie radici, l’Emilia è un territorio ricchissimo di storia e cultura e (forse) ancora di più di enogastronomia. Per questo quando Experience Emilia mi ha invitata non ho potuto e voluto dire di no. Oggi vi racconto le tappe di un tour tra tradizioni emiliane, storia, sapori e anche un pizzico di leggende! Pronti? Viaggio scoprendo Busseto e i suoi dintorni, e c’è davvero così tanto da vedere,così tanto da raccontare che mi chiedo se le troverò tutte, le parole che descriveranno questo borgo tanto antico quanto ricco di tradizione. Dai, venite con me a scoprire cosa non potete proprio perdervi!

Dove dormire a Soragna 

Arrivo al Blue Garibaldi (room&breakfast) con la piena luce del mattino, sono solo le 9, il R&B che mi è stato assegnato mi accoglie pieno di luce e profumato di lavanda. Per le foto di rito devo attendere ancora un po’ ma per il momento la calda serenità del silenzio è rigenerante. Sono solo 6 camere riadattate in quello che una volta era un piccolo casale di campagna di fine ‘800. Ne resta l’anima, quella non potrà sparire e aleggia quell’energia bella che è tipica del luogo.

Le camere sono semplici ma pulite e non mancano dei comfort a cui non sappiamo rinunciare. La colazione è quella tipica italiana, prodotti confezionati ma delle marche più apprezzate italiane. Io e le colleghe abbiamo anche ricevuto la golosa sorpresa di trovare le ciliegie ad attenderci per colazione, un gesto davvero carino che abbiamo apprezzato. A  noleggio su richiesta c’è la possibilità di usufruire di bike per una felice pedalata nei dintorni. Vicinissimo a punti meravigliosi come il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci che è a soli 8 km.

Dove mangiare a Soragna  

Se per il pernottamento il Blue Garibaldi è un’oasi felice, fermarsi a pranzo alla Trattoria Al Voltone è un’esperienza che invita le papille gustative a danze senza fine. Il ristorante è conosciutissimo storicamente come ‘’da Metella’’ che ne è la fondatrice,  in cucina c’è Francesca Luche, la nuora di Metella e uno staff assolutamente giovane ma preparatissimo e geniale come lo chef Lorenzo Guzzi, Lorenza e Giulia.

Francesca ha fatto suoi gli insegnamenti di Metella ma ha anche innovato alcuni piatti della tradizione gastronomica parmigiana portandoli ad un livello di bontà che rasenta la perfezione.  Tra torta fritta e culatello, strolghino e prosciutto crudo non poteva mancare la spalla cotta!

Mentre sorseggio il vino, arrivano i primi ed è subito occhi a cuore: savarin di riso! E chi se lo immaginava che avrei trovato un piatto della tradizione culinaria parmigiana? Non perché sia strano, ma questo piatto in particolare ha una preparazione lunghissima e meticolosa, il risultato mi ha fatto sospirare più volte sappiatelo. Dopo il savarin di riso un ‘’assaggio’’ (ma Al Voltone lo sapranno che l’assaggio è un cucchiaio o due e non una porzione piena? Non so, ma nel frattempo io ‘’assaggio’’ con piacere)di tortelli ripieni di erbette e ricotta, quest’ultima così fresca e dal sapore rotondo che è paragonabile alla panna! La sfoglia poi, uno scrigno sottilissimo che avvolge il ripieno totalmente.

Penso che il pranzo sia alla fine, e sto per ordinare il caffè quando ecco che arrivano i dolci! La sbrisolona accompagnata da una golosissima salsa inglese e il cacio bavarese leggermente alcolico, ma tanto non devo guidare! Al Voltone ci si sente un po’ a casa, coccolati da buon cibo e dissetati da un’ottima carta dei vini, tra una portata e l’altra è divino poter scambiare due parole con Francesca e lo staff. Ci si scambia sorrisi e racconti, in un ambiente talmente confortevole che è quasi triste dover lasciare tutti, ma è ora di continuare il viaggio e scoprire cosa ci offre l’Emilia.

Se per pranzo la tappa è stata Al Voltone, la cena ci vede ospiti  al ristorante Alle Roncole, a due passi dalla casa natale di Giuseppe Verdi. Il ristorante risale agli anni ’50 ed è di proprietà di Franco Pedretti. Oggi Monica e Carduccio Pedretti titolari del ristorante,  ci deliziano con un menù tutto emiliano a partire dagli antipasti dove non possono mancare culatello, fiocchetto, l’immancabile spalla cotta, salame e pancetta accompagnati dalla torta fritta e dalla giardiniera. Ci stupiscono poi con la bontà di un primo piatto che dell’Emilia ha tutto: tortelli ripieni di spalla cotta con ragù di funghi. Un susseguirsi di vini ottimi e non c’è davvero più spazio per nulla! La lauta cena termina con un sorbetto al limone che accompagna due specialità locali: lo sburlòn e il bargnolino.

Santuario della Sacra Famiglia 

Si parte accompagnati da Betty Marasi e Umberto Bertini  meravigliosi anfitrioni dal Municipio, che a Soragna è in centro e si parcheggia facilmente, direzione Santuario della Sacra Famiglia dove Don Sincero ci racconta che la prima chiesa sorgeva a Brè, quella attuale è stata edificata tra il 1755 e il 1769. La Parrocchia è un esempio di architettura, la pianta centrale sorregge una volta semisferica. Nel Santuario della Sacra Famiglia spiccano opere religiose davvero intense e belle. Sapete che esiste anche un Coro Polifonico? Si chiama S. Pio X ed è stato rifondato nel 1907.

Aggiungiamo una doverosa visita alla Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, a Diolo, edificata agli inizi del XVI secolo per volere dei Lupi signori di Soragna. Lo stile barocco neogotico si amalgama alla perfezione al barocco aggiunto successivamente, nel 1919 con l’altare maggiore in marmo di Carrara; ma a colpire sono soprattutto le vetrate policrome, meravigliose.

I musei da non perdere a Busseto, Soragna, San Secondo Parmense 

Tra buon cibo e religiosità non si può certo mancare ad un buon assaggio di cultura: a Diolo, a metà strada tra luoghi verdiani e i magnifici castelli della Bassa c’è ‘’il Mondo Piccolo’’  museo che racconta di Giovannino Guareschi scrittore, giornalista, umorista e caricaturista italiano. Lo sapevate che è uno degli scrittori italiani più venduti nel mondo ma anche lo scrittore italiano più tradotto in assoluto? E se vi state chiedendo ‘’dove l’ho già sentito?’’ vi dico solo tre parole: Don Camillo e Peppone! Cesare e Caterina Bertozzi sono i curatori di questo spaccato di mondo  all’interno di questa piccola e dimessa torre campanaria della canonica dove in ogni angolo ci si immerge totalmente nella vita, nella storia dello scrittore, al suo interno sono conservati ricordi, scritti oggetti che parlano di lui.

Passiamo dal Mondo Piccolo a due musei  vicinissimi, entrambi situati all’interno della Tenuta Castellazzi, che rappresenta una delle preziose pertinenze del castello Meli-Lupi di Soragna, i musei sono  uno accanto all’altro: il museo della civiltà contadina e il museo del Parmigiano Reggiano. A farci da anfitrione per il museo della civiltà contadina è Mauro Parizzi, ci mostra e ci racconta di questo suo amore verso ‘’la vita che fu’’. In questo museo ci troverete raccolti indumenti e oggetti, utensili e giocattoli che raccontano la storia degli antichi mestieri, dal falegname al ciabattino, dal sarto al fabbro ferraio, all’arrotino, il maniscalco, il norcino, il cordaro, il pittore ed il lattivendolo.

Il Museo del Parmigiano Reggiano è una costruzione circolare, una parte di esso risale alla sua costruzione, nel 1848. Ed è proprio la parte dell’antico caseificio ad essere stata scelta per divenire il Museo del Parmigiano Reggiano. Al suo interno troverete strumenti e attrezzi che si usavano per la lavorazione del formaggio più amato d’Italia. Un percorso storico ed espositivo ci strappa un sorriso: i locali dell’ex camera del latte raccontano la storia del Parmigiano Reggiano e delle tipologie architettoniche dei Caselli.

Casa Barezzi e Museo Renata Tebaldi 

Da Soragna ci spostiamo di pochi km, diretti a Busseto alla scoperta di Casa Barezzi e del Museo dedicato a Renata Tebaldi. Ci immergiamo totalmente nel mondo verdiano che grazie a Nicolas, Anna e Giovanna oggi non ha (quasi) più segreti.

Anna ci accompagna nella visita di Casa Barezzi e ci racconta quanto questo uomo di cultura sia stato importante per Giuseppe Verdi; proseguiamo la visita ed entriamo letteralmente nella casa natale di Giuseppe Verdi e infine il teatro dedicatogli. Quest’ultimo molto ben pensato e soprattutto, molto ben raccontato! Da Casa Barezzi al MRT, il Museo Renata Tebaldi raggiungibile a piedi in una bella passeggiata per le vie di Busseto. Ad accoglierci Giovanna, che con una passione avvertita sulla pelle, ci racconta di come sia nata l’idea del museo, al suo interno troverete una quantità immensa di materiale, tutto assolutamente autentico. Non troverete lo stesso allestimento due volte, il materiale è talmente immenso che periodicamente avvengono nuovi allestimenti.

Museo Agorà Orsi Coppini di Arte Olearia 

Realizzato nel 2009, il Museo Agorà Orsi Coppini di Arte Olearia è uno spaccato allestito in un ex caseificio della produzione di Parmigiano Reggiano dell ‘800. Fin dall’entrata è impossibile non sorprendersi, immerso tra gli ulivi spicca un Agorà che può contenere circa 500 persone su tre file di gradoni. Al suo interno la storia della famiglia Coppini iniziata nel 1946 e la storia dell’olio, quello vero, quello buono raccontato dagli attrezzi alle olive, alla lavorazione e infine al prodotto finito e alla distribuzione ai clienti.

Rocca dei Rossi 

A San Secondo Parmense è d’obbligo la visita a Rocca dei Rossi, ci accompagna Arianna che ci racconta la storicità del luogo ma anche qualche leggenda e non poteva certo mancare l’immancabile fantasma di rito. Se della leggenda mi documenterò meglio e ve ne parlerò più avanti, della storia della Rocca dei Rossi vi racconto adesso. Nata come fortezza medievale nel 1413 da Pier Maria I de’ Rossi, si trasforma in sfarzosa residenza  rinascimentale abitata da una delle famiglie più illustri della zona di Parma, la famiglia Rossi.

La sala delle Gesta Rossiane è tra le sale più belle mai viste, a me hanno tolto il fiato i 17 quadri dell’Asino d’oro di Apuleio. Per visitarla come si deve esiste un percorso di visita che parte dalla sala di Bellerofonte, si passa la galleria di Esopo, successivamente troverete la sala delle favole, la sala di Momo, sala dei Cesari, sala dell’Asino d’oro, sala degli Atleti, sala di Mercurio, sala di Latona, sala di Adone, sala dei Giganti, grande sala delle Gesta Rossiane.

Spalla Cotta di San Secondo Parmense 

Scopriamo infine l’azienda di Cavalli Emanuele, uno degli eredi  della tradizione artigianale della spalla cotta di San Secondo Parmense, questo salume così radicato in zona ha radici antiche, fin dai romani, ne parla perfino Giuseppe Verdi in una sua lettera al conte Arrivabene nel lontanissimo 1872, ma la preparazione di questo salume è accertata già nel 1170. Emanuele ci racconta con dovizia di particolari la preparazione di questo salume tanto amato, non potevo certo non assaggiare in loco la veridicità della sua bravura, giusto? Alla fine mi sono comprata anche un salame, artigianale e ottimo. Se passate a San Secondo Parmense, prendetevi il tempo di passare a trovare Emanuele, professionalità e cortesia tipicamente emiliana non mancheranno.

 

 

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