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Gite fuori porta: Eremo di Sant’Alberto di Butrio

Ci sono luoghi che non conosciamo anche se sono a pochi km da casa. Luoghi che andrebbero scoperti e condivisi per la loro rara bellezza e spiritualità. Abito molto vicina all’Oltrepò Pavese e intorno a me ci sono paesi che sono uno spettacolo per il cuore oltre che per gli occhi. Ve li racconto di tanto in tanto perché credo siano delle meraviglie con un passato storico incredibile. Come questo di cui vi racconto oggi, non vi svelerò tutto perché credo fermamente che ognuno debba scoprirlo personalmente con un percorso su misura.  Arrivare all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio vuol dire immergersi in strade collinari, salite a volte ripide e sterrate, ne varrà la pena anche soltanto il tragitto fatto di colline e vallate, boschi e pianure, panorami che in questi giorni soprattutto si sono arricchiti di tonalità calde e intense da mozzare il fiato.Eremo di Sant’Alberto di Butrio

L’Eremo di Sant’Alberto di Butrio è una piccola oasi di pace raccolta, mistica, molto affascinante,  sorge in Valle Staffora a Ponte Nizza in provincia di Pavia. Si narra che proprio Sant’Alberto abbia iniziato la costruzione di questo angolo di mondo nascosto e ricco di pace. L’Eremo di Sant’Alberto di Butrio sorge su uno sperone di roccia calcarea al centro della valle e spicca al confronto del versante opposto: tanto è ricco di vegetazione il lato dell’Eremo altrettanto è brullo e pietroso l’altro lato.Eremo di Sant’Alberto di Butrio

Nel X secolo a sud-est dell’Eremo torreggiava il castello che diede il nome al paese, separato dallo stesso soltanto un piccolo avvallamento con un torrente piccolo ma impetuoso oggi il castello non esiste più, non c’è traccia nemmeno delle fondamenta  l’Eremo invece si erge in tutta la sua pacifica bellezza. Muri grezzi, atmosfera antica e silente rotta solo dalle preghiere di quanti si recano a cercare pace in questo luogo così intimo e mistico che fin dai primi passi al suo interno rende consapevoli del potere della preghiera. Un po’ come se le preoccupazioni quotidiane non trovino posto dove alloggiare. Che voi siate credenti o meno questo luogo così particolare emana un’energia intensa  che non potrete non avvertire.

Una targa ha attirato il mio sguardo una volta giunta sul posto, recita che l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio fu la prima tomba di Edoardo II il Plantageneto, se conoscete e amate la storia come me (comprese le leggende) non potrete non pensare al figlio di Edoardo I fatto credere morto in battaglia quando invece fu obbligato a ritirarsi proprio qui fino alla sua dipartita. Fu sepolto per la prima volta all’interno dell’Eremo e solo successivamente le sue spoglie furono restituite all’Inghilterra.  Tra i personaggi storici che hanno frequentato l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio c’è anche Federico Barbarossa e pensate un po’, Dante Alighieri. Nei primi anni del 1900 la cura di questo splendido luogo fu affidata a Don Orione e vi condusse una vita particolarmente di bontà preghiera un frate cieco, Frate Ave Maria, (il cui vero nome era Cesare Pisano) eremita cieco della Divina Provvidenza. Consiglio vivamente la visita alla sua stanza privata e poi alla grotta sottostante.Eremo di Sant’Alberto di Butrio

Il complesso è composto dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria (originale edificata da Sant’Alberto) e da tre oratori comunicanti. L’oratorio di Sant’Antonio appena dietro la porta d’ingresso completamente affrescato; a sinistra dell’altare c’è la cappella del Santissimo e infine sulla destra la chiesa di Sant’Alberto dove fu sepolto il santo e dove, ancora oggi sono sepolte le sue ossa. Gli affreschi presenti in tutto l’Eremo sono del 1484 e la cosa curiosa è che non hanno firma.Eremo di Sant’Alberto di Butrio

Arrivare all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio da Pavia è una gita che vale la pena affrontare, un’oretta di passeggiata da Salice Terme direzione Varzi, arrivati a Ponte Nizza seguite le indicazioni per l’Eremo e ci arriverete in 15 minuti circa. Una volta che avrete visitato questo bel luogo di serenità, scendete a valle e fermatevi magari proprio a Varzi, patria del salame DOP.Eremo di Sant’Alberto di Butrio

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