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Zavattarello, storia di uno dei Borghi più belli d’Italia

Ci sono giornate che non hanno ancora il profumo della primavera, sono quelle che si aprono alla luce dopo il periodo natalizio, a cavallo tra Carnevale e Pasqua. Questi giorni sono speciali per il desiderio di uscire di casa e alzare il viso al cielo e al calore del sole, così si esce di casa si sale in auto e, almeno per me, vale il pensiero di guidare lasciandosi portare dall’istinto e dal panorama. Così sabato pomeriggio ho guidato per un’ora tra le strade che  dalla pianura pavese  alle colline pavesi mi hanno portata a Zavattarello, uno dei borghi più belli d’Italia. Ed è così che mi sono trovata invaghita di questo paese, un distillato di storia antica e rivincita moderna. Le case si sfidano in una gara di bellezza tra antico e attuale e il castello Dal Verme osserva sornione in silenzio dalla collina. L’aria è leggera e frizzante e il cielo terso con il sole a riscaldare il panorama mi ha fatto pensare seriamente a trasferirmi qui. Il senso di ‘’tempo lento’’ è così presente che perfino i gatti si lasciano fotografare mentre fanno le fusa stesi a raccogliere il calore di questa giornata.zavattarello gite fuori porta veduta castello dal verme

Zavattarello, tra storia e leggenda

In provincia di Pavia ma storicamente conteso anche dalla provincia di Piacenza, Zavattarello è un gioiello incastonato sulle colline pavesi con una storia ricca anche di leggende e un castello (Castello Dal Verme) a cui non manca nemmeno il proverbiale fantasma. Andiamo con ordine: esiste una leggenda che narra di disertori romani scampati alla Battaglia del Trebbia vinta da Annibale nel 218 a.c., leggenda avvalorata molto più che da sole ipotesi , grazie al ritrovamento di una necropoli romana.

Una chiesa, quella dedicata a San Paolo, in cui monaci di Bobbio sostarono per una sola notte nel 929, per portare le spoglie di San Colombano a Pavia. Questa chiesa si narra, è stata costruita sopra un antico santuario pagano dedicato nientemeno che a Saturno. Il Castello Dal Verme che domina Zavattarello,  in quel periodo è di proprietà del Vescovo di Bobbio che ne rimane proprietario fino al 1169, le battaglie tra pavesi e piacentini (guelfi e ghibellini) di quel periodo ne determinano il cambio di proprietà a favore dei piacentini.

Fin dal 1169 due fazioni piacentine, la famiglia Landi e la famiglia Scotti, si scontrarono in battaglie che decretarono in momenti alterni la proprietà di Zavattarello, fu la famiglia Landi ad averne il dominio fino quasi all’epoca viscontea. Nel 1390 il vescovo di Bobbio attribuì Zavattarello a Jacopo Dal Verme, che da Verona si stabilì a Zavattarello e fu il primo della famosa casata a divenire possessore di possedimenti in Oltrepo Pavese. La storia della casata Dal Verme non è felice, nel 1485 Ludovico il Moro avvelenò il Conte Pietro Dal verme che morì senza eredi maschi, così il feudo passò  a Galeazzo Sanseverino Conte di Caiazzo.zavattarello gite fuori porta

Poco prima del 1500 Ludovico Il Moro e Galeazzo Sanseverino fuggirono  in Germania per non soccombere all’esercito francese e affidarono a Bernardino della Corte che si arrese ai francesi che a loro volta lo ricompensarono proprio con il feudo. Tra alleanze e diserzioni il castello passò e ritorno nelle mani dei Dal Verme che ne furono definitivamente proprietari grazie alla Battaglia di Pavia nel 1525.

Nel 1817 Zavattarello passò dalla diocesi di Bobbio a quella di Tortona e nel 1923 fu aggregato alla provincia di Piacenza ma nel 1924 poco prima della fine dell’anno, le proteste furono prese alla lettera con la Marcia su Bobbio e con i primi del 1925 il paese ritornò sotto Pavia. Durante la seconda guerra mondiale, Zavattarello fu purtroppo triste protagonista delle storie di guerra: i nazisti nel novembre del ’44 incendiarono il castello come avvertimento per i partigiani. Fu nel 1975 che gli eredi della famiglia Dal Verme scelsero di donare il castello al comune di Zavattarello che ne è ancora oggi proprietario.zavattarello gite fuori porta

Piatti  e dolci tipici di Zavattarello

Proprio grazie alla sua posizione, Zavattarello vanta una cucina locale che spazia dai piatti della tradizione piacentina a quelli della tradizione pavese. Dai ravioli al brasato al cinghiale in salmì con la polenta; dai tortelli di magro ai pisarei e fasò (deliziosi gnocchetti di farina, pane raffermo e acqua serviti con un sugo di pomodoro e fagioli borlotti con l’immancabile lardo), e che dire dei tortelli di zucca? La ricetta è segreta e nel ripieno non sono previsti mostarda e amaretti, infine i panzerotti, deliziosa pasta ripiena di ricotta, spinaci e grana da cuocere in forno. Altro piatto della tradizione è la zuppa di ceci. Non per ultimi e decisamente buoni, i salumi: il territorio è quello del Salame di Varzi D.O.P. ma anche della coppa piacentina.  Tra i piatti unici, la polenta la fa da padrona, nelle varianti con il cinghiale, ma anche con il gorgonzola e nella golosissima versione che si chiama ‘’polenta concia’’: strati alternati di polenta  ragù di carne e  Parmigiano.  E tra i dolci? Le ciambelle tipiche della zona si chiamano brasadè, con la loro doppia cottura (prima in acqua e poi in forno) durano a lungo; il ‘’crucànt’’ è un croccante dolce a base di mandorle tostate intere, miele e zucchero caramellato. Zavattarello è anche territorio di miele, dolcissimo e spettacolare nelle varianti di acacia, castagno, erba medica, millefiori, tarassaco, trifoglio, robinia e melata. Per ultimo ma non da ultimo sua maestà il tartufo, che con i funghi vanta una tradizione antica e profumata.zavattarello gite fuori porta

Un pomeriggio intenso e ricco di pace e serenità, quello di sabato pomeriggio, il paese conta poco più o poco meno di mille abitanti e l’aria che si respira è quella fresca e pulita tipica delle alte colline. Il silenzio è qualcosa a cui non siamo più abituati, ed io ad un certo punto ho semplicemente chiuso gli occhi e lasciato che la serenità riempisse gli spazi sfrattando i rumori che la vita in provincia, seppure di paese, mi ha abituata.

Ci tornerò, perché in un’oretta si passa dalla città (Pavia) alla collina con tutti i suoi colori, sapori e profumi, e con la presenza quasi fisica della serenità che regala Zavattarello, e se capitate in zona non mancate di visitare il castello con il suo museo e magari, chissà, potreste anche incontrare il suo fantasma, ma soprattutto, fermatevi a gustare i prodotti tipici della zona e solo dopo, con molta calma, ritornate a casa sazi di cose buone e cose belle. Strada facendo, sono molti i paesi limitrofi che vale la pena visitare: da Ruino a Varzi, da Romagnese a Menconico, Fortunago, Golferenzo, Rocca De Giorgi , Pianello Val Tidone, Bobbio, solo per citarvene alcuni.zavattarello gite fuori porta

Al ritorno da Zavattarello passate da Rocca De Giorgi, una delle ‘’tappe obbligate’’ è quella alla cantina Conte Vistarino, che dal 1850 è la casa ufficiale del Pinot Nero e a Villa Fornace potrete scoprire Pinot Nero vinificato in rosso e in bianco per le basi spumante (Crù Pernice e Bertone per citarvene due). Prenotate al loro sito ufficiale un tour guidato, un’ora circa di guida (in italiano e inglese) tra vigne, barricaia e il museo di famiglia, oltre alla degustazione di alcuni vini. Oppure un pacchetto con pranzo in villa o l’aperitivo in terrazza con la spettacolare panoramica delle colline.

 

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